Il parere… — ilperdilibri

Reblog di questo quesito.

Quando si scrive, che sia per diletto o per professione, si ha bisogno di ritorni, di pareri, se non già di recensioni, perché è la prova su strada a fare la differenza. Vale anche per le cose teoriche, figurarsi per un racconto o un romanzo. E’ quindi pratica normale domandare responsi in giro, prima di […]

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La notte di Anita

La notte di Anita

Ciao ragazzi, finalmente riprendiamo la pubblicazione anche su questo blog! Sulla nostra comune di scrittori e quale articolo sarebbe più ideale, se non un racconto a quattro mani?

Lascio ogni commento a voi, nostri lettori!

La notte di Anita di Gianni Gregoroni e Giuse Oliva.

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Scrivere?

Si fa presto a dire “scrivo” ma è vero? Mi consigliarono questo

Scrivi! Scrivi sempre, almeno 1 pagina al giorno, cioè circa 1800 battute, o un foglio protocollo se vuoi ma scrivi e rileggi, segna chi è il soggetto quale il verbo e dove sono le virgole.
Parteciperesti a una maratona senza allenamento? No. Allora scrivi.

King direbbe addirittura almeno 1500 parole, ma lui è lui.

Ps.: miglioramenti? Pochi! 😀

Umiltà

Ci vuole umiltà per riconoscere i propri errori, per accettare le critiche e correggere le inevitabili sciocchezze che si sono scritte. È grazie all’umiltà se si impara dagli altri e si capiscono i propri errori.
È prova di grande umiltà l’uso del correttore ortografico: si è umili ma anche saggi.

La prova oggettiva che non si è umili è la risposta “Si però io volevo dire…” a un’eventuale critica. Quando si risponde con una frase simile significa che ci giustifichiamo. Questo non è un comportamento umile.

Cosa fare? Allenarsi allo specchio per rispondere “Ok, mi pare tu abbia proprio ragione, fammi capire bene …” a quel punto sembrerete umili e andrà bene lo stesso.

 

 

Regolamento e intenti

Intenti

Questo blog è da intendere come spazio comune per tutte quelle persone che desiderano condividere la propria passione: la scrittura e che hanno bisogno di un sostegno.

La comune nasce con l’idea che ogni scrittore o aspirante scrittore aiuti tutti i componenti del gruppo.

Regolamento provvisorio

  • Il blog è uno spazio privato, ogni membro verrà accettato dai founders del blog (Giuse Oliva e Gianni): inviare la richiesta attraverso il modulo in contatti o via mail
  • Condividere sul blog pezzi dei propri scritti (mantenere la continuità è importante per voi stessi) con il proprio ritmo: (400 parole minimo?)
  • Aiutare chi condivide leggendo e commentando

La costanza

Sono Giuseppina Oliva e forse qualcuno di voi si ricorderà di me… tengo/tenevo il blog lettere lastricate e a causa della mia costanza a singhiozzo ho quasi smesso di pubblicare articoli… ciao mondo!!!

La costanza dovrebbe essere quella cosa che non ti permette mai di fermarti a dispetto di tutto. Vai avanti, scrivi, parli e leggi. L’unica legge è andare avanti, ma la vita non è così semplice.

La vita vera è il peggior nemico di te stesso, è il peggiore antagonista e averci a che fare è una grossa gatta da pelare. Comunque sia dovevo parlare di quanto sia importante la costanza, ma io non sono costante… quasi per nulla, perciò l’unica cosa che potrò dire è questa: cercate di essere costanti, ma non siate troppo duri con voi stessi. Non scontratevi a muso duro. Ve lo garantisco, gli unici che perderanno sarete voi!

La vita è alta due metri e ogni suo muscolo pesa 3 tonnellate, è un armadio a 3 ante pesantissimo! E a meno che non siate dei palestrati con un fisico da paura e uno spirito irremovibile, la vita vi schiaccerà sotto i suoi pesantissimi pugni.

La costanza, per chi non ha paura di essere preso a pugni, è quel tarlo che non ti permette di dormire. Scrivere e ultimare ciò che hai tra le mani è più importante di qualsiasi altra ora di sonno. Per me questa è la costanza… e se vi chiedete chi rappresenta la vita per me… beh, andare a dormire alle 5 e doversi comunque svegliare alle 8… mi sembra un palestrato più che sufficiente!

Benvenuti su queste pagine e siate allegri… forse qui, nessuno picchierà nessuno!

La perseveranza

Chi vi scrive è un cialtrone, che per fortuna fa altro nella vita, che per fortuna non ci deve campa’ con lo scrivere perché sennò farebbe la fame. Lo ripeterò come un mantra a ogni mio intervento. Questo si chiama mettere in chiaro le cose*.

Cosa occorre per portare in fondo un lavoro? Lavorare con costanza e perseveranza (no, non sono due mie amiche).

Sebbene perseverare venga considerato diabolico, una delle caratteristiche necessarie (ma non sufficienti) per chi scrive è la costanza. Unita all’impegno dà luogo alla perseveranza, un proposito a cui si dà seguito facendo.

Ok, non mi son capito nemmeno io e comunque a parole sono buoni tutti.

Scherzi a parte ciò che occorre se si vuol concludere un racconto è lavorare, duro. Se ci si blocca se si arranca come in una palude, c’è un solo modo per evadere: leggere, leggere, leggere.

Quindi se vi bloccate che potete fare per togliervi il blocco? Leggete, osservate, capite come si scrive, come scrivono quelli bravi.  Ci sono milioni di libri già scritti stampati e letti da milioni di persone, un’idea la troverete pure no?


(*) o se vogliamo si chiama mettere avanti le mani…